La malattia di Ollier è una rara patologia scheletrica congenita, non ereditaria, caratterizzata dalla presenza di encondromi multipli, cioè tumori benigni della cartilagine che si sviluppano all’interno delle ossa. In età pediatrica la malattia si manifesta soprattutto durante la crescita, interessando in modo prevalente le ossa lunghe e le ossa delle mani e dei piedi.

I primi segni clinici compaiono spesso nei primi anni di vita e includono asimmetrie corporee, deformità ossee, accorciamento degli arti e talvolta dolore o fratture patologiche. Le lesioni sono tipicamente distribuite in modo asimmetrico, caratteristica che distingue la malattia di Ollier da altre condizioni simili.

La diagnosi si basa principalmente su esami radiologici, che mostrano aree osteolitiche compatibili con encondromi. In alcuni casi possono essere richiesti approfondimenti come risonanza magnetica o biopsia per escludere la trasformazione maligna.

Il trattamento può essere conservativo e prevede un attento follow-up ortopedico. L’intervento chirurgico, generalmente mediante curettage e borraggio, è riservato ai casi sintomatici, per evitare fratture patologiche o alle lesioni a comportamento atipico, oltre ai casi in cui si evidenzino deformità significative, o sospetto di degenerazione in condrosarcoma, evenienza rara in età pediatrica ma possibile soprattutto in età adulta.

In conclusione, è una patologia che richiede una gestione multidisciplinare e un monitoraggio a lungo termine, con l’obiettivo di garantire una crescita il più possibile armonica e preservare la funzionalità scheletrica del bambino.

 

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