Quando un bambino torna a casa con un gesso dopo una frattura o un trauma, è normale che i genitori abbiano molti dubbi.
Come gestire il dolore? Si può bagnare? Quando bisogna preoccuparsi?
Nella maggior parte dei casi il decorso è semplice, ma alcuni errori comuni possono causare problemi, ritardare la guarigione o rendere necessario sostituire il gesso.
Ecco le principali attenzioni da avere a casa.
Non bagnare il gesso
Uno degli errori più frequenti è lasciare che il gesso si bagni.
L’acqua può:
– indebolire il gesso;
– deformarlo;
– irritare la pelle;
– favorire cattivi odori e macerazione cutanea.
Durante:
– doccia;
– bagno;
– piscina;
– giochi con acqua;
è importante proteggere accuratamente il gesso.
Non usare aria calda per asciugarlo
Se il gesso si inumidisce, evitare:
– phon troppo caldo;
– fonti di calore diretto;
– termosifoni.
Il calore eccessivo può danneggiare la pelle e il materiale del gesso.
Qualora il gesso si bagni bisogna essere rivalutati velocemente da un Ortopedico.
Non infilare oggetti dentro il gesso
Quando compare prurito, molti bambini cercano sollievo infilando:
– matite;
– righelli;
– bastoncini;
– giochi.
Questo comportamento può provocare:
– ferite cutanee;
– infezioni;
– lesioni non visibili.
Il prurito lieve è abbastanza comune nei primi giorni.
Non camminare senza autorizzazione
Non tutti i gessi permettono il carico, anzi i gessi da carico sono l’eccezione, il carico è infatti concesso in questi casi secondo specifiche indicazioni.
Far camminare il bambino troppo presto può:
– spostare la frattura;
– aumentare il dolore;
– compromettere la guarigione.
È importante seguire esattamente le indicazioni dello specialista.
Non ignorare dolore importante o gonfiore
Un lieve fastidio è normale nei primi giorni, ma bisogna fare attenzione se compaiono:
– dolore molto intenso;
– dita gonfie;
– dita fredde o bluastre;
– formicolii;
– difficoltà a muovere le dita.
Questi segnali richiedono una valutazione medica rapida, i danni possono essere anche molto seri, in caso di complicanze.
Non lasciare piccoli oggetti dentro il gesso
Talvolta nei bambini più piccoli possono accidentalmente finire nel gesso:
– briciole;
– piccoli giochi;
– tappi;
– pezzi di carta.
Anche questo può irritare la pelle o provocare lesioni.
Evitare attività troppo movimentate
Anche se il bambino si sente meglio, il gesso non rende l’arto “indistruttibile”.
È importante evitare:
– salti;
– corse;
– giochi rischiosi;
– sport non autorizzati.
Urti e cadute possono danneggiare il gesso o peggiorare la frattura, in questi casi può essere necessario eseguire una nuova manovra di riduzione, applicare un nuovo gesso o eventualmente eseguire anche un intervento chirurgico, in caso di scomposizioni secondarie gravi.
Non tagliare o modificare il gesso a casa
Se il gesso:
– stringe;
– dà fastidio;
– si rompe;
– provoca dolore;
non bisogna modificarlo autonomamente.
Tagli o adattamenti improvvisati possono creare punti di pressione e complicazioni.
Attenzione alla pelle intorno al gesso
È importante controllare quotidianamente:
– arrossamenti;
– cattivo odore;
– secrezioni;
– irritazioni;
– ferite vicino ai bordi.
I bordi del gesso possono talvolta irritare la pelle, soprattutto nei bambini molto attivi.
Come aiutare il bambino nei primi giorni
È utile e consigliato:
– tenere l’arto sollevato;
– incoraggiare movimenti delle dita;
– spiegare al bambino cosa evitare;
– eseguire controlli regolari.
Quando contattare subito il medico?
È importante rivolgersi rapidamente allo specialista se:
– il dolore aumenta improvvisamente;
– le dita diventano fredde o violacee;
– compare febbre;
– il gesso si rompe / bagna;
– il bambino non riesce a muovere le dita;
– il gesso emana cattivo odore importante.
Il bambino può andare a scuola?
Nella maggior parte dei casi sì.
Può però essere necessario:
– limitare alcune attività;
– non praticare educazione fisica;
– utilizzare stampelle (per arti inferiori) / carrozzina;
– organizzare meglio gli spostamenti.
Ogni situazione va valutata in base al tipo di frattura e allo specifico apparecchio gessato applicato.