Una delle domande che i genitori rivolgono più frequentemente all’ortopedico pediatrico dopo un trauma è: “Dottore, guarirà bene?”.

La risposta, nella maggior parte dei casi, è rassicurante.
Le ossa dei bambini possiedono infatti caratteristiche biologiche uniche che consentono una guarigione più rapida ed efficace rispetto a quelle degli adulti.
Tuttavia, proprio queste peculiarità è suggeribile una valutazione e gestione superspecialistica traumatologica-pediatrica, accurata per garantire il corretto sviluppo dell’arto durante la crescita ed evitare esiti, che possono talvolta anche permanenti.

Perché le ossa dei bambini sono diverse?

Lo scheletro del bambino non è una semplice versione in miniatura di quello dell’adulto.
Le ossa in accrescimento sono più elastiche, con legamenti più robusti, che danno lungo spesso a fratture esclusive dell’età pediatrica, con un tessuto biologicamente attivo e dotate di una straordinaria capacità di rimodellamento.

Inoltre, sono presenti le cosiddette cartilagini di accrescimento (o fisi), aree particolarmente importanti che permettono all’osso di crescere in lunghezza fino al termine dello sviluppo.

Queste caratteristiche spiegano perché le fratture pediatriche si comportano in modo diverso e richiedono un approccio specifico.

Una guarigione più veloce

Nei bambini il processo di consolidazione ossea è sicuramente molto rapido, con dei tempi di recupero che sono spesso significativamente più brevi. Questo avviene grazie a una maggiore attività cellulare e a una migliore vascolarizzazione del tessuto osseo.
La rapidità di guarigione rappresenta un vantaggio, ma rende anche importante effettuare diagnosi e trattamenti tempestivi, poiché le ossa possono consolidarsi rapidamente anche in posizione non corretta.

La straordinaria capacità di rimodellamento

Una delle peculiarità più sorprendenti dello scheletro in crescita è la capacità di correggere spontaneamente alcune deformità residue nel tempo.
Questo fenomeno, chiamato rimodellamento osseo, permette all’osso di modificare progressivamente la propria forma durante la crescita.
In alcune fratture, soprattutto nei bambini più piccoli e quando la lesione è vicina a una cartilagine di accrescimento, lievi disallineamenti possono correggersi spontaneamente negli anni successivi.
Tuttavia, non tutte le deformità sono destinate a migliorare da sole. La possibilità di rimodellamento dipende dall’età del bambino, dall’osso interessato, dalla sede della frattura e dal tipo di spostamento presente.

Il fenomeno dí rimodellanto è sicuramente parte del trattamento, ma esso deve essere ben conosciuto e gestito, in funzione dell’età del paziente, localizzazione anatomica della lesione, epoca del trauma, opzione terapeutica scelta. Non considerarlo significherebbe sottoporre, talvolta, il paziente pediatrico a trattamenti impropri, troppo aggressivi (overtreatment), non considerando le specificità e le peculiarità intrinseche dell’apparato muscolo-scheletrico in accrescimento.

È sempre necessario operare?

No. La maggior parte delle fratture pediatriche viene trattata con successo mediante immobilizzazione con gesso, tutore o apparecchi di immobilizzazione specifici.

L’intervento chirurgico è riservato a particolari situazioni, come alcune fratture instabili, molto scomposte (che superano il potenziale di rimodellamento osseo) o che coinvolgono specifiche strutture anatomiche.

Quando necessario, la chirurgia ortopedica pediatrica utilizza spesso tecniche chirurgiche mini-invasive, con riduzioni incruente, ossia che non necessitano di accessi chirurgici (tagli), con mezzi di osteosintesi percutanea, che consentono generalmente un rapido recupero funzionale.

Le fratture tipiche dell’età pediatrica

L’elasticità dell’osso infantile determina la comparsa di lesioni raramente osservate negli adulti.
Tra le più frequenti troviamo:

Frattura a legno verde
L’osso si piega e si rompe solo parzialmente, in modo simile a un ramo giovane che viene piegato senza spezzarsi completamente.

Frattura a torus
È una lesione da compressione caratterizzata da un rigonfiamento della corticale ossea, particolarmente frequente a livello del polso.

Fratture delle cartilagini di accrescimento o distacchi condro-epifisari
Coinvolgono le fisi e meritano particolare attenzione perché, se non riconosciute con tempestività e trattate correttamente, possono influenzare la crescita dell’osso (epifiodesi post-traumatica).

Quali fratture richiedono maggiore attenzione?

Sebbene la prognosi sia generalmente favorevole, alcune situazioni richiedono una gestione e monitoraggio specialistico più accurato.

Tra queste:

In questi casi possono essere necessari controlli clinici e radiografici nel tempo per verificare che la crescita proceda regolarmente.

Quando rivolgersi recarsi in un pronto soccorso per un sospetto di frattura?

Dopo un trauma è consigliabile una valutazione specialistica in presenza di:

  • dolore importante e persistente;
  • gonfiore significativo;
  • deformità dell’arto;
  • impossibilità a utilizzare il braccio o la gamba interessata;
  • zoppia dopo una caduta;
  • sospetto coinvolgimento della cartilagine di accrescimento.

Una diagnosi corretta nelle prime fasi è fondamentale per garantire una guarigione ottimale, quindi un gestione da parte di un Ortopedico-Traumatologo Pediatrico è sempre consigliata, anche in seconda battutta, in tempi brevi, per una seconda opinione su un trattamento e una proposta terapeutica già intrapresa.

 

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