L’epifisiolisi, più correttamente detta epifisiolisi della testa del femore (SCFE – Slipped Capital Femoral Epiphysis), è una patologia a carico della testa del femore, che colpisce prevalentemente gli adolescenti. Consiste nello scivolamento della testa del femore rispetto al collo dell’osso, a livello della cartilagine di accrescimento.

La malattia si manifesta più frequentemente tra i 10 e i 16 anni ed è più comune nei maschi e nei soggetti in sovrappeso.

I sintomi principali includono dolore all’anca, all’inguine o al ginocchio, zoppia e riduzione della mobilità dell’arto.

In alcuni casi l’esordio può essere graduale (Epifisiolisi cronica, circa il 75% della casistica) rendendo la diagnosi iniziale più difficile, in altri casi è acuta, post-traumatica (Epifisiolisi acuta, circa il 10% della casistica), esiste anche una terza forma di insorgenza detta acuta su cronica, circa il 15% della casistica, in cui viene riferita una sintomatologia sfumata che si protrae nel tempo che si acuisce in seguito ad un evento acuto.

La diagnosi si basa sull’esame clinico e su indagini radiologiche, in particolare la radiografia del bacino. Il trattamento è quasi sempre chirurgico e ha lo scopo di stabilizzare l’epifisi, prevenendo ulteriori scivolamenti e complicanze come la necrosi della testa femorale o l’artrosi precoce. In caso di quadri inveterati possono essere indicati trattamenti di osteotomia correttiva del collo (osteotomia modificata secondo Dunn).

Una diagnosi tempestiva è fondamentale per garantire una buona prognosi ed evitare esiti anche permanente. Per questo, la comparsa di dolore persistente all’anca o al ginocchio in un adolescente deve sempre essere valutata con attenzione da uno specialista.

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