Le cisti ossee aneurismatiche (COA) sono lesioni benigne dell’osso che colpiscono prevalentemente bambini e adolescenti, con un picco di incidenza nella seconda decade di vita. Nonostante il nome, non sono vere cisti né di natura aneurismatica, ma lesioni espansive costituite da cavità piene di sangue separate da setti fibrosi.

Dal punto di vista clinico, le COA si manifestano più spesso con dolore locale, tumefazione e talvolta limitazione funzionale; nei casi più avanzati possono predisporre a fratture patologiche. Le sedi più comuni in età pediatrica sono le metafisi delle ossa lunghe (femore, tibia, omero) e la colonna vertebrale.

La diagnosi si basa su imaging: la radiografia mostra una lesione osteolitica espansiva, mentre TC e RM permettono di definire meglio l’estensione e la presenza dei caratteristici livelli liquido-liquido. La conferma definitiva è istologica.

Il trattamento in età pediatrica è individualizzato e può includere curettage chirurgico (eventualmente associato a terapia adiuvante locale), borraggio (con tessuto osseo da cadavere, autologo o materiale sintetico), con eventuale associazione di stabilizzazione con mezzi di sintesi, o, in casi selezionati, embolizzazione.

La prognosi è generalmente buona, anche se è possibile una recidiva (molto più frequente, rispetto alle cisti ossee semplici), soprattutto nei pazienti più giovani.

Un follow-up clinico e radiologico regolare è pertanto essenziale.

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