Cosa si intende per displasia dell’anca?
Con il termine displasia dell’anca (o lussazione congenita dell’anca) si indicano una serie di anomalie dello sviluppo dell’anca che iniziano nella vita intrauterina e che conducono ad un’alterazione della conformazione e del rapporto tra femore ed acetabolo. Una diagnosi precoce è molto importante per intraprendere un trattamento adeguato, al fine di minimizzare l’impatto chirurgico, quando indicato, nonché ottimizzare i risultati funzionali. Nella valutazione generale vanno sempre escluse altre deformità ortopediche associate, più frequentemente: il piede torto congenito, il metatarso varo, il torcicollo miogeno congenito.
Approcci diagnostici
Una diagnosi ecografica, consigliabile intorno alle 4-6 settimane di vita, associata ad un’appropriata valutazione clinica ortopedico-pediatrica, è fondamentale per intraprendere un trattamento adeguato. Molti studi internazionali evidenziano infatti come, in nazioni dove vi è uno screening ecografico universale, i tassi di complicanza della patologia sono fortemente limitati.
Opzioni terapeutiche
Trattamenti precoci legati a diagnosi precoci, possono limitarsi al solo utilizzo di tutori dedicati nonché apparecchi gessati. Quadri con esordio severo e/o diagnosi tardive possono porre indicazione a trattamenti chirurgici, anche in più tempi, talvolta anche invasivi.
Implicazioni a lungo termine
Un adeguato trattamento in epoca pediatrica può evitare discomfort funzionale, zoppia e dolore anche in giovane età, che possono esitare in quadri di artrosi dell’anca precoce, fino porre indicazione a protesizzazione articolare precoce.
Quali sono i fattori di rischio noti?
I principali fattori di rischio descritti in letteratura scientifica internazionale sono: familiarità di I grado per displasia dell’anca, nati primogeniti, parti gemellari, sesso femminile, presentazione podalica al parto, macrosomia, oligoidroamnios, malformazioni associate. Utilizzo di doppi pannolini o tutori non validati in letteratura, seppure spesso consigliati da non esperti in materia, non hanno dimostrato influenzare in alcun modo la storia naturale della patologia.